Eraclito di Efeso è stato un filosofo greco antico, uno dei maggiori pensatori presocratici. Il suo pensiero risulta particolarmente difficile da comprendere ed è stato interpretato nei modi più diversi
Nascita: 535 avanti Cristo, Efeso, Turchia
Decesso: 475 avanti Cristo, Efeso, Turchia
Genitori: Blosôn
Influenze: Pitagora, Anassimandro, Senofane, Zarathustra, Biante

Frasi aforismi citazioni di Eraclito

 

Troppo apprendere non insegna a comprendere.

Per l’uomo il carattere è il demone.

Il sole ha la larghezza di un piede umano.

Se la felicità fosse nei piaceri del corpo, diremmo felici i buoi quando trovano qualcosa da mangiare.

Su di un cerchio ogni punto d’inizio può anche essere un punto di fine.

Di questo lógos che è sempre gli uomini non hanno comprensione né prima di averlo udito né dopo averlo udito; e sebbene infatti tutte le cose accadano in conformità con questo lógos, essi sembrano non averne esperienza, pur sperimentando parole e opere tali quali io spiego distinguendo secondo natura ogni cosa e esponendo come è: ma agli uomini sfugge ciò che fanno da desti, e di ciò che fanno dormendo non hanno ricordo.

Bisogna dunque seguire ciò è comune. Ma pur essendo questo lógos comune, la maggior parte degli uomini vive come se avesse un propria e particolare saggezza.

Uno è per me diecimila, se è il migliore.

Dopo la morte attendono gli uomini cose che non sperano e neppure immaginano.

Il fulmine governa ogni cosa.

Il signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè nasconde, ma indica.

L’armonia invisibile è una sfera perfetta e incontaminata. Quella visibile, invece, si deforma continuamente sotto il peso della realtà.

Il fuoco sopraggiungendo giudicherà e condannerà tutte le cose.

Tutte le cose sono uno scambio del fuoco, e il fuoco uno scambio di tutte le cose, come le merci sono uno scambio dell’oro e l’oro uno scambio delle merci

Vi è una sola sapienza, riconoscere l’intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose.

Somigliano ai sordi quelli che dopo aver udito non hanno comprensione; di loro è testimone il detto: pur essendo presenti, sono assenti.

I cadaveri sono da gettar via più degli escrementi.

Gli occhi sono testimoni più precisi delle orecchie.

Per il dio tutto è bello, buono e giusto, gli uomini invece ritengono giusta una cosa, ingiusta l’altra.

Rispetto a tutte le altre una sola cosa preferiscono i migliori: la gloria eterna rispetto alle cose caduche; i più invece pensano solo a saziarsi come bestie.

L’arco ha per nome vita e per opera morte.

Armonia contrastante come nell’arco e nella lira.

La malattia rende la salute piacevole e buona, la fame la sazietà, la fatica il riposo.

I cittadini dovrebbero lottare per la difesa delle proprie leggi con un ardore pari a quello per la difesa delle proprie mura, non essendo quelle meno necessarie di questi per la conservazione di una città.

[Parlando dei figli]: Perché dovrei creare qualcosa destinato a morire?

Che cosa sarebbe il mondo se non ci fosse la lotta? Un orrendo e solitario luogo di morte. Non è forse la malattia che rende buona la salute? Non è forse la fame che gratifica la sazietà e il travaglio che rende così dolce il riposo? Guai se uno degli elementi in lotta prende il sopravvento sul nemico: la vittoria coinciderebbe col suicidio del vincitore.

La lotta è madre di tutte le cose e di tutte regina; e gli uni rende dei, gli altri uomini, gli uni fa schiavi, gli altri liberi.

Gli uomini che desiderano conoscere il mondo devono imparare a conoscerlo nei particolari.

Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti

Il fuoco vive della morte della terra e l’aria vive della morte del fuoco; l’acqua vive della morte dell’aria, la terra della morte dell’acqua.

La medesima cosa sono il vivente e il morto, il desto e il dormente, il giovane e il vecchio: questi difatti mutando sono quelli e quelli di nuovo mutando sono questi.

La via che va su è la via che va giù.

Il tempo è un fanciullo che gioca e muove le pedine; il suo regno è il regno di un fanciullo.

Qual è la mente e l’intelligenza degli uomini? I più credono agli aedi del volgo e ricorrono alla folla come maestra non sapendo che i molti sono inetti, mentre i pochi sono valenti.

Il mare è l’acqua più pura e più impura: per i pesci essa è potabile e conserva loro la vita, per gli uomini essa è imbevibile e esiziale.

Mutando ci si riposa, e fatica è essere afflitti e governati sempre dalle stesse cose.

Lo stupido è solito trasalire per ogni parola di verità.

Dura è la lotta contro il desiderio, che ciò che vuole lo compra a prezzo dell’anima.

Nella notte, quando ha spento la vista degli occhi, accende a se stesso una luce; da vivo, mentre dorme, l’uomo si avvicina a un morto; da sveglio, si avvicina a uno che dorme.

L’armonia nascosta vale più di quella che appare.

Per i desti uno e comune è il cosmo, ma nel sonno si volgono ciascuno al proprio mondo.

Questo mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece alcuno degli dèi, né alcuno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco eternamente.

L’intima natura delle cose ama nascondersi.

L’uno, il solo saggio non vuole e vuol essere chiamato col nome di Zeus

Tutto scorre – πάντα ῥεῖ (panta rei)

Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo.

Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo

Io stesso muto nell’istante in cui dico che le cose mutano.

Per quanto tu cammini, e anche percorrendo ogni strada, non potrai raggiungere i confini dell’anima: tanto è profonda la sua vera essenza.

Il dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, abbondanza fame, e muta come il fuoco che, mescolandosi ai profumi, prende il loro nome.

L’uomo più saggio davanti al dio sembrerà una scimmia, per saggezza, per avvenenza e per ogni altra cosa.

Non solo il sole è nuovo ogni giorno, ma è sempre nuovo di continuo.

Senza la speranza è impossibile trovare l’insperato.

Morte è quanto vediamo stando svegli, sonno quanto vediamo dormendo.

Nulla è durevole quanto il cambiamento. Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare. Tutto fluisce, nulla resta immutato.

Immortali mortali, mortali immortali, viventi la loro morte e morienti la loro vita.

Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa.

Sai distinguere la notte dal giorno? No, io considero tutte queste distinzioni come logicamente impossibili.